BE UNIQUE. BE PRAMA

Ponte unito ad una barra in titanio con viti passanti occlusali. Una soluzione innovativa per i pazienti edentuli. Occlussally screw-retained bridge united to a titanium bar

Vignato G., Vignato C., Finotello R.

CASE REPORT
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Vignato G.

Vignato C.

Finotello R.

Ha conseguito il diploma di odontotecnico nel 1982. Titolare del Laboratorio Odontotecnico Dentalfin dal 1995, negli anni successivi al diploma ha frequentato diversi corsi di perfezionamento in Italia riguardanti la protesi fissa implantare. Si dedica alle lavorazioni in zirconio usando materiali e macchinari CAD-CAM di produzione Zirkonzahn.

NumeriUno, 24: 16-19, 2016
Il seguente articolo ha lo scopo di illustrare una procedura per il trattamento delle edentulie totali utilizzando un manufatto protesico avvitato agli impianti e formato dell’unione, per incollaggio, di una barra fresata in titanio ed una struttura protesica dotata di fori passanti.
La barra costituisce la base di appoggio sulla quale viene incollata la struttura protesica che può essere in composito, zirconio integrale o zirconio-ceramica.
Otteniamo così una struttura rigida, precisa e in grado di rispondere alle diverse esigenze estetiche ed economiche del paziente (5c-7a-7b).


Introduzione
Quando affrontiamo una riabilitazione protesica su impianti è fondamentale avere a nostra disposizione gli strumenti adatti per ottenere il risultato ottimale.
Gli elementi indispensabili di questo processo sono:
  • utilizzo di impianti di qualità con particolari caratteristiche anatomiche;
  • conoscenza di un protocollo protesico efficace;
  • collaborazione con un centro di fresaggio che utilizza tecnologie digitali.

La scelta degli impianti deve essere fatta in base alla tipologia del sito implantare:
  • su creste ossee regolari utilizziamo impianti SHELTA;
  • nei siti post-estrattivi o dove ci sia una discrepanza della quota ossea in senso vestibolo-palatale o mesio-distale l’impianto di elezione è il PRAMA.
L’uso combinato di questi due impianti rivoluziona la possibilità di risolvere tutti i casi di edentulia anche i più complessi.

Caso clinico
Il paziente da noi trattato ha 60 anni ed è affetto da palatoschisi con una grave atrofia del mascellare superiore dovuta alla perdita precoce dei denti e l’uso prolungato di una protesi mobile.
L’intero trattamento è stato finalizzato in 4 mesi e 8 appuntamenti.
Gli impianti utilizzati sono il PRAMA e lo SHELTA a spira larga della Sweden-Martina ed un altro impianto corto.
Il paziente e stato sottoposto all’intervento in sedazione cosciente secondo il protocollo ansiolitico della scuola di Padova.


Materiali e metodi
Il protocollo che Dentisti Vignato ha messo a punto prevede una fase iniziale di raccolta delle informazioni anamnestiche e la costruzione di un articolatore che stabilisca la posizione delle basi scheletriche e la dimensione verticale della bocca (1 a-b-c-d).
L’articolatore rappresenta, anche nel trasferimento in digitale, il dispositivo di riferimento sul quale costruiamo tutto il nostro lavoro protesico a partire dal provvisorio fino al definitivo (1d-2b-6a).

Si procede quindi con la fase chirurgica di inserimento degli impianti seguita dal carico immediato del provvisorio fresato entro 24-48 ore.
Tale provvisorio è costruito sull’articolatore di inizio caso sostituendo per cross-mounting l’impronta di posizione degli impianti appena inseriti (2a-b).
Questo tipo di provvisorio lo chiamiamo bite estetico di guarigione perché durante il periodo di guarigione degli impianti ci permette di funzionalizzare l’occlusione, valutare la dimensione verticale (DV), valutare la linea del sorriso e guidare la guarigione della gengiva (3).
Il provvisorio è da considerare uno strumento clinico di relazione.
Deve quindi soddisfare le nostre esigenze funzionali e rappresentare per il paziente la pre-visualizzazione del lavoro definitivo.

Trascorso il periodo necessario per l’integrazione degli impianti la fase successiva prevede l’impronta master, il controllo della posizione degli impianti per mezzo di un archetto di passivazione e il rimontaggio in articolatore del provvisorio funzionalizzato (4).

La progettazione della protesi definitiva avviene totalmente in virtuale e prevede la costruzione di due elementi: la barra fresata in titanio e la sovrastruttura protesica che funge da elemento estetico e funzionale.
La barra è disegnata per sottrazione all’interno dello spessore del manufatto protesico che ricaviamo da una ceratura diagnostica o dalla rielaborazione in digitale del provvisorio funzionalizzato in bocca durante il periodo di guarigione degli impianti (5a).
Ha due caratteristiche fondamentali: segue l’andamento anatomico della gengiva e combacia passivamente con la base degli impianti annullando le tensioni che si possono generare dall’asse del loro inserimento o dalla presenza sulla stessa arcata di impianti con basi di forma diversa, in questo caso Prama e Shelta (6a).
La struttura protesica definitiva è dotata di fori passanti (8) per permettere il passaggio delle viti di fissaggio agli impianti e contiene lo spazio per ospitare la barra fresata da incollare (5b-c).
Il risultato finale è un manufatto protesico unico avvitato agli impianti (7a-b).
Il lavoro che abbiamo illustrato in questo articolo è in zirconio e ceramica ma con la stessa procedura possiamo fabbricare un manufatto più economico con una finitura in solo composito o zirconio integrale (9a-b-c).
Il seguente articolo è stato redato dal Dott. Costantino Vignato
Per maggiori informazioni: costantino.vignato@studiovignato.it
Il manufatto protesico, composto di barra e parte protesica, è disegnato e prodotto dalla UNITED BRIDGE