BE UNIQUE. BE PRAMA

Prama e riabilitazione singola in zona estetica con chirurgia guidata

Canullo L., Marinotti F.

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Canullo L.

Laureato con lode in Odontoiatria presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” nel 1994; Sposta immediatamente la sua attenzione sull’approfondimento delle tecniche chirurgiche in implantologia; Frequenta corsi post laurea in Italia e all’estero (University of California, UCLA): Ottiene il PhD presso l’Università di Bonn. Relatore in Italia e all’estero su temi inerenti l’aspetto chirurgico e protesico in implantologia. Autore di numerosi articoli su riviste internazionali sul tema dell’implantologia; Socio attivo di SIO ed EAO; Svolge la propria attività in Roma, limitata alla chirurgia e alla riabilitazione protesica in implantologia.

Marinotti F.

Titolare di laboratorio a Roma dal 1988, è coautore con il dott. Luigi Canullo di molte pubblicazioni anche su riviste impattate.  È curatore di articoli su riviste specializzate sull’implantoprotesi e sul titanio; Svolge attività di collaborazione su tesi universitarie presso l’Università Cattolica in Roma; È Socio Fondatore del DENTAL EXCELLENCE INTERNATIONAL LABORATORY GROUP; Docente di corsi di implantoprotesi presso l’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria; Ha partecipato con l’incarico di docente a diversi simposi affrontando la tematica del titanio in implantoprotesi nei suoi aspetti sia pratici sia teorici.

Il paziente, di 48 anni, si presenta all’osservazione clinica con frattura verticale dell’elemento 1.1. Viene eseguita l’estrazione del dente e l’alveolo viene lasciato guarire attuando una socket preservation con idrossiapatite protetta da un innesto epitelio-connettivale. Si pianifica la chirurgia guidata per la riabilitazione dell’elemento con un impianto Prama, prevedendo l’apertura del lembo al fine di avere una maggiore quantità di tessuto molle da poter gestire per massimizzare l’estetica. Questo passaggio rende possibile anche l’eliminazione del particolato fibrointegratosi nel tessuto molle, prima della chiusura del lembo: in questo modo si evita il lungo processo di espulsione fisiologica che talvolta può risultare fastidioso per il paziente. Il profilo di emergenza ottenuto con il provvisorio viene duplicato con una colatura in silicone, che permetterà di applicare al transfer una lettura in resina molto precisa, al fine di trasferire su modello tutte le informazioni estetiche. Dal punto di vista della scelta protesica si opta per un pilastro in zirconia con una corona in ceramica feldspatica: per questo motivo il profilo dell’abutment sul collo dell’impianto è a finire, ma viene creata una spalla di appoggio per la corona, in modo da rendere più solida l’interfaccia tra i due materiali. Il peculiare collo di Prama ha permesso una gestione ottimale dei tessuti molli e un ripristino dell’estetica tissutale di elevata qualità.
“Nei settori anteriori il collo convergente Prama permette di incrementare lo spessore dei tessuti molli e modellarli per riprodurre alla perfezione l’estetica.”

Dott. Luigi Canullo
Caso clinico pubblicato all’interno dell’articolo:
Canullo, L.; Di Domenico, A.; Marinotti, F.; Menini, M.; Pesce, P. Soft Tissue Contour Impression with Analogic or Digital Work Flow: A Case Report. Int. J. Environ. Res. Public Health 2018, 15, 2623.
Keywords
Convergenza, implantologia, B.O.P.T., tessuti molli, carico immediato, chirurgia guidata, protesi cementata, estetica, rigenerazione ossea, osteointegrazione, innesto, one abutment-one time, CAD-CAM, digitale, UTM, ampiezza biologica,