Prova a sondare!

Immagini per gent. concessione dott. Guillermo Cabanes

Prova a sondare! Il solco epiteliale si mantiene corto grazie alla migrazione coronale delle fibre collagene facilitata dal collo convergente.

La morfologia convergente del collo dell'impianto Prama permette un'eccellente adesione delle fibre collagene con conseguente migrazione coronale del connettivo.
In questa riorganizzazione dei tessuti molli perimplantari gioca un ruolo fondamentale anche la morfologia della protesi realizzata secondo i principi della tecnica B.O.P.T., che presenta un caratteristico profilo di emergenza attorno al quale i tessuti molli maturano e si adattano nel tempo.

I benefici apportati dalla convergenza del collo, associati a quelli del protocollo B.O.P.T., consentono di ottenere un efficace sigillo a livello dell’area del solco protesico: il risultato al sondaggio è un solco corto e orizzontale, che si traduce in un risultato estetico di alta valenza con tessuti stabili e funzionali.

Approfondiamo l’argomento con il caso del dott. Guillermo Cabanes a seguire.

Caso clinico: il sigillo protesico con la tecnica B.O.P.T. da denti naturali a impianti.

Il caso presenta la riabilitazione di una paziente che viene trattata contemporaneamente con la tecnica B.O.P.T. su dente naturale e chirurgia implantare.

La riabilitazione comprende un ponte cementato di 6 elementi realizzato su 3 monconi naturali preparati secondo la tecnica B.O.P.T. e un elemento adiacente riabilitato con corona cementata su impianto Prama.

A due settimane dall'inserimento del ponte e della corona il risultato è lo stesso: all'osservazione clinica e al sondaggio è possibile apprezzare la qualità del sigillo biologico generato dalla migrazione dei tessuti molli a livello coronale, tanto attorno ai monconi naturali, tanto attorno al pilastro dell'impianto Prama.

Situazione iniziale: la paziente presenta un edentulismo singolo dell’elemento 2.4 e una situazione parodontale avanzata nei denti 1.2, 2.1 e 2.2 che non possono essere considerati pilastri protesici affidabili per supportare un ponte.

Si sostituisce il 2.4 con un impianto Prama ∅ 3.80 altezza 13.00 mm, mentre i denti della parte anteriore vengono riabilitati con un ponte eseguito secondo la tecnica B.O.P.T.. L'elemento 2.3 viene sottoposto anche ad un innesto di connettivo.

Dopo il periodo di utilizzo dei provvisori la situazione parodontale è stata completamente risolta. Sull'impianto in posizione 2.4 viene realizzata una corona B.O.P.T. cementata, senza necessità di utilizzo di provvisori.

Situazione a due settimane dalla cementazione di un ponte in metallo-ceramica sugli elementi da 1.3 a 2.3 e di una corona in metallo-ceramica su impianto in posizione 2.4.

Si possono apprezzare all'osservazione clinica e al sondaggio la qualità del sigillo biologico orizzontale generata dallo spessore e dall'adattamento dei tessuti molli a livello coronale, sia attorno ai monconi naturali, sia attorno al pilastro sull'impianto Prama. La filosofia B.O.P.T. genera gli stessi risultati in entrambi i casi.

Controllo radiografico post-operatorio del fit della protesi.