Prama. Unico perché...

Ignazio Loi

"Apriamo magari un nuovo mondo in cui il fit è fuori dai tessuti, è transmucoso, è convergente, possiamo fare tutta la filosofia protesica che abbiamo visto in questa giornata e soprattutto trasferiamo tutta la parte batterica in una zona molto più tranquilla.
Tutto mi sarei aspettato nella vita tranne che un Premium Day fosse quasi esclusivamente dedicato a questo impianto, perché non lo avrei mai sperato. L’ho tenuto per un periodo molto gelosamente conservato dopo le mie esperienze col primo abutment verticale… avevo paura anche di farlo vedere ai miei amici intimi. […] Ero un po' impaurito poi alla fine siamo riusciti a trovare una soluzione assieme a Sweden e ho scelto Sweden non a caso, perché il core business di questa azienda sono gli impianti. […] il bello è che quando ho incontrato il dott. Martina e gli ho chiesto "Ma Lei l’impianto quando me lo fa?" lui mi ha risposto "Beh, ieri!"
Questa è la nascita del Prama, oggi mi hanno chiesto la nascita, domani vedrete la sua evoluzione perché l'uso di questo impianto ha permesso di pensare altre cose che vanno anche al di là della B.O.P.T. sulla parte implantare.
Non pensavo che questo impianto avrebbe avuto tutta l’evoluzione che sta avendo.."

Ignazio Loi

Dal corso precongressuale del 17th Premium Day, Sweden & Martina

Gioacchino Cannizzaro
Paolo Viola

"La caratteristica forma conica del collo dell'impianto Prama ha abbattuto i confini imposti dai sistemi implantari di aziende, marchi e multinazionali che a confronto sembrano un po' tutti simili tra loro. La morfologia conica è figlia di anni di applicazione, con risultati entusiasmanti di B.O.P.T.
Poter passare da una "linea di chiusura" a volte predefinita ad una "area di chiusura" che dà possibilità di scelta anche su una fixture implantare è un vero e proprio regalo per chirurghi e protesisti. Il Prama vanta già un nutrito bagaglio scientifico in cui sono descritti i vantaggi biologici, ma è solo l'utilizzo quotidiano che fa apprezzare la specificità protesica della piattaforma. L'utilizzo a carico immediato associato alla tecnica Flapless rappresenta quanto di più moderno e nello stesso tempo conservativo nel panorama delle terapie riabilitative implantari. L’altezza del collo conico di 2,8 mm permette un controllo visivo nell’atto dell’inserimento poiché nella maggior parte dei casi la connessione affiora a giusta gengiva, non sprofonda nell’alveolo e il tessuto gengivale imprigiona in modo deciso la piattaforma; infatti è vantaggioso inserire una vite di guarigione in modo da mantenere un accesso alveolare per l’inserimento successivo della protesi. La fase dell’impronta è semplificata dall’ambiente asciutto, privo di sangue e i monconi o i transfer s'ingaggiano senza dover attraversare il tragitto intramucoso. La geometria del tessuto gengivale non è subordinata alla guarigione ma rimane stabile e questa è l’unica condizione che permette la protesizzazione immediata definitiva. Il volume e la morfologia dello spazio biologico da ripristinare sono delegati al tecnico, che applicando la modellazione corretta determinerà dove e quanto "spostare" i tessuti molli. Se pensiamo che l'anatomia auspicabile è il compromesso tra ampiezza e profondità appare evidente quanto sia vantaggiosa un’area di chiusura di quasi tre millimetri dove scegliere di posizionare il profilo di emergenza. Se osserviamo attentamente la sagoma impianto-collo posto a giusta gengiva assume le caratteristiche di un One Piece con vantaggi biologici palesi, la connessione impianto moncone spesso si rivela esterna grazie al controllo conservativo della procedura d'inserimento con tecnica Flapless. Si sono osservati vantaggi importanti con riabilitazione con protesi Toronto Bridge per lo stesso motivo. La geometria dell'impianto con connessione protesica fuori gengiva e l'atto chirurgico senza lembo hanno conseguito un sigillo mucoso considerevole e molto stabile nel tempo. L'associazione del Prama alla chirurgia Flapless ha dato dei risultati davvero rilevanti da ogni punto di vista: chirurgico, biologico e protesico ma soprattutto ha alimentato il lato appassionato di questo lavoro liberandoci da alcuni vincoli e dandoci la possibilità d’interpretazione soggettiva che un po' ci mancava.
Una idea geniale!!!"

Gioacchino Cannizzaro, Paolo Viola
Costantino Vignato
Giuseppe Vignato

"Prama fa parte di una nuova generazione di impianti.
È costituito dalla perfetta combinazione, in un pezzo unico, di una superficie ruvida adatta all'osteointegrazione e di una geometria conica microrigata in grado di sostenere la guarigione dei tessuti molli."

"Insieme le due parti predispongono un ambiente biologico delicato favorevole alle cellule ossee, periostio, connettivo ed epitelio.
Questa nuova visione si chiama "rivoluzione conica" e l'anatomia gengivale che riusciamo a ricostruire ospita l’elemento protesico facendosi forma estetica e proteggendo l'integrazione dell'impianto nel tempo."

Costantino Vignato e Giuseppe Vignato
Giuseppe Pellitteri

"L'impianto PRAMA è un impianto che mi sta dando grosse soddisfazioni (…) Questo è un impianto a mio giudizio molto "biologico", è evidente infatti come favorisca l'attività prima osteoblastica e poi osteocitica, anche nella sua parte liscia che da sempre è considerata zona molto a rischio per il mantenimento della cresta ossea.
Il merito di questa bella guarigione biologica e di questa totale mancanza di infiammazione dei tessuti sul collo dell'impianto non è sicuramente mio ma analizzando bene le cose è della struttura che la Sweden & Martina ha ideato per creare una strettissima connessione tra la parte extraossea (collo liscio e testa dell'impianto) e il moncone protesico. Serrando infatti a 25 Ncm, la testa del moncone, che in tutta la sua circonferenza che ha un'inclinazione di 2 gradi sulla superficie dell’impianto, crea una connessione talmente stretta che io mi sento di definire quasi una "saldatura a freddo".
Viste le  immagini cliniche e radiologiche che abbiamo a distanza di 2 anni posso affermare che in questi casi l'impianto Prama garantisce una quasi totale assenza di attività batterica nella sua connessione.
…L'impianto Prama è riduttivamente considerato un impianto transmucoso, nei casi che seguono, dimostrerò come la particolare architettura implantare si adatti in maniera perfetta ad un inserimento sia con il collo liscio al di sopra della cresta ossea, sia completamente sepolto in tutta la sua struttura…!"

Giuseppe Pellitteri

Dall'intervento al 17th Premium Day, Sweden & Martina

Luigi Canullo

"La motivazione per la quale scelgo Prama, soprattutto nelle zone anteriori estetiche, è che il collo convergente consente un nuovo approccio protesico: il profilo di emergenza del restauro (pilastro e corona) può essere modulato customizzandolo a seconda delle esigenze protesiche, posizionandolo a diversi livelli del tragitto transmucoso a seconda delle diverse situazioni anatomiche e cliniche, e questo si riflette vantaggiosamente anche sui tessuti molli. Un maggiore spazio tridimensionale a disposizione dei tessuti molli consente un ispessimento dei tessuti rispetto ad un impianto a piattaforma predefinita cilindrica o divergente."

Luigi Canullo
Ugo Covani

"L'impianto Prama non ha un unico punto di chiusura, ma una superficie di chiusura, un’area di chiusura. Il vantaggio biologico di questo impianto è quello di una posizione iuxta-gengivale che ci consente di chiudere a diversi livelli proprio perché c’è un’area sulla quale poter chiudere e non una linea precisa e ineludibile, così come con gli impianti “tissue level” tradizionali. E non è il solo vantaggio. […] con Prama lo spessore dei tessuti molli cervicali è oggettivamente maggiore, soprattutto per quanto riguarda la componente connettivale e dunque si crea di fatto un collare tissutale che conferisce all’insieme una grande stabilità. Infine, Prama offre una più ampia possibilità di compensare mal posizionamenti: uno dei problemi in area estetica è l'impianto troppo vestibolarizzato; se io metto un impianto transmucoso tradizionale troppo vestibolarizzato avrò sicuramente grossi problemi. Con un Prama riesco a compensare in modo molto più ampio."

Ugo Covani

Dall'intervento al 17th Premium Day, Sweden & Martina

Marco Csonka

"Perché utilizzare un impianto Prama?
La domanda, a mio modo di vedere, dovrebbe essere: perché non utilizzarlo??
L'impianto Prama è:

  • ESTETICO (meno volume di titanio nel tragitto transmucoso si traduce in tessuti molli più spessi e stabili);
  • BIOLOGICO (il microgap è lontano dalla cresta ossea, prevenendo così il riassorbimento osseo crestale precoce);
  • VERSATILE (il collo conico macchinato consente posizionamenti transmucosi puri o semisommersi, molto utili in caso di impianti inclinati);
  • CONSERVATIVO (il collo macchinato, lasciato volutamente esposto in caso di creste sottili nella porzione più coronale, consente di evitare molte procedure di GBR orizzontale).

Quindi……perché non utilizzarlo?"

Marco Csonka
Luigi Paolo Sandri

"Il nuovo impianto Prama, realizzato sui principi della tecnica di preparazione su denti naturali (B.O.P.T), mi consente nelle fasi chirurgiche-implantari di sfruttare tutte le sue caratteristiche progettuali. Il suo collo conico UTM permette di posizionare l’impianto sfruttando le condizioni anatomiche dei tessuti molli, variabili in spessore rispetto alla cresta ossea. Quindi la possibilità di gestire il posizionamento diversifica la strategia operatoria e di conseguenze le successive fasi protesiche. Questo crea le condizioni per un risultato perfetto, senza compromessi, rispettando la biologia dei tessuti duri e molli. L’integrazione tra fixture implantare e corona protesica crea un’area naturale preservando il lavoro del clinico nel tempo. Stabilità anatomica ed estetica sono l’obiettivo delle mie riabilitazioni, l’impianto Prama interpreta “pragmatismo odontoiatrico” senza rinuncia alcuna."

Luigi Paolo Sandri